Il mondo dei non vedenti

Il mondo dei non vedenti

Il  12 dicembre si è svolta la giornata nazionale del non vedente: Ricordando questo evento, ci preme parlare di questa categoria per sensibilizzare le persone su questa disabilità, sfatando tutta una serie di miti e false ideologie. Vediamoli insieme:

  1. Linguaggio: Dire cieco o non vedente non cambia il problema. Garantire gli stessi diritti e pari opportunità è la parte principale e serve a fare un passo importante verso il futuro.
  2. Scuola: La disabilità visiva non porta problemi all’inserimento di un bambino in una classe di studio. Ovviamente devono essere presenti tutti gli strumenti che servano al suo inserimento nell’anno scolastico.
  3. Tecnologia: I sistemi tecnologici all’avanguardia permettono al non vedente di inviare messaggi e navigare su internet. Se tutte le scuole e  i locali fossero attrezzati , non ci sarebbero problemi  di integrazione e di emarginazione.
  4. Lavoro: Purtroppo il 75% dei non vedenti sono senza occupazione perché i datori di lavoro pensano che non siano in grado di svolgere anche i lavori più semplici come ad esempio il centralinista. Questo li porta ad un’ emarginazione più grande volta ad allontanare i ciechi dal mondo del lavoro.

Questi sono i punti fondamentali che la maggior parte delle persone ancora non hanno focalizzato. Il problema  principale è che se frequentassimo o conoscessimo bene il mondo dei non vedenti, tutti questi falsi miti si autodistruggerebbero. Alcuni enti organizzano raccoglimenti privi di luce ( come ad esempio le cene) dove la persona viene introdotta nel mondo dei non vedenti. Ambienti totalmente privi di luce, dove vengono acutizzati tutti gli altri sensi: olfatto, udito, tatto, tutti al servizio di un senso come quello della vista che purtroppo viene messo in secondo piano. Quando si parla di falsi ciechi per esempio, non si tengono in considerazione le persone che stanno studiando e camminano tutti i giorni verso un mondo che gli è ostile. Utilizzare il cellulare per una chiamata anche banale, fare una ricerca su un pc oppure passeggiare e fermarsi in un ristorante senza che nessuno si trovi imbarazzato. Essere accompagnati dal proprio amico a 4 zampe che a volte viene emarginato come loro  e a cui non gli viene permesso di entrare in alcuni locali perché dichiarato come non idoneo. Se tutti pensassero a questo, non ci sarebbero problemi di disuguaglianza e vivremmo con la consapevolezza che la persona anche se “diversa” dai canoni a cui siamo abituati ad assistere ha tutto il diritto di essere accettata.   

 

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