Nel nostro centro vengono affrontate e trattate tutte le patologie urologiche ed andrologiche.

Per quanto riguarda la diagnostica e la prevenzione di tutte le patologie neoplastiche, i pazienti vengono sottoposti ad una visita, previa anamnesi personale e familiare, con esami ematochimici e radiologici.

  • Su pazienti con calcolosi renale vengono effettuati studi del metabolismo con prelievi ematici e di urine e con la definiuzioine di diete personalizzate per il tipo di calcolosi.
  • Su pazienti con disturbi andrologici relativi alla riproduzione: esame del liquido seminale, dosaggi ormonali ed esame ecocolordoppler dei vasi spermatici.

Riferiti alla sfera sessuale:

  • Esami ematochimici dell’assetto ormonale con esame ecocolordoppler penieno basale e dinamico.
  • Gli esami ematochimici comprendono oltre a quelli di routine, tutti i marker oncologici (PSA, citologia drinaria, dosaggi ormonali).
  • Gli esami radiologici comprendono: esami ecografici renali, vescicali, prostatici trans-rettali con ago biopsia ecoguidata, testicolare e peniena basale dinamica. Esame flussimetrico. Esame TC Spirale ed RM.

I trattamenti che vengono abitualmente effettuati riguardano complessivamente tutta la chirurgia endoscopica: dalla uretrocistoscopia alla resezione endoscopica prostatica (TURP) a quella vescicale per neoplasie (TURB) e alla ureterolitrotrissia per la frammentazione di calcoli ureterali e vescicali.

La chirurgia a cielo aperto comprende tutte le patologie renali, vescicali, prostatiche, testicolari e peniene.

Il Test PCA3 RNA

Presso la Casa di Cura Quisisana si esegue il test PROGENSA® PCA3 in collaborazione con GENPROBE® e LABORAF Diagnostica dell’IRCCS San Raffaele di Milano. Il PCA3 RNA è un test genetico che esprime l'eventuale presenza di una neoplasia prostatica, infatti risulta fortemente espresso dal tessuto prostatico neoplastico, mentre è presente a bassi livelli nel tessuto normale. Il vantaggio del test PCA3 rispetto al PSA è il seguente: il PSA non è un test tumore-specifico ma prostato-specifico, infatti il suo valore può aumentare anche in condizioni di infiammazione prostatica o iperplasia benigna; il PCA3, al contrario, è un test specifico per la diagnosi del tumore della prostata e il suo valore non è condizionato da situazioni infiammatorie o patologia benigna.

  • Significato diagnostico del test:

I dati in letteratura evidenziano che la specificità del PCA score è di circa l’85%, (range 66% - 89%), mentre la sensibilità è di circa il 68% (range 54% - 82%). Per quanto sia ampiamente accettato che un valore di PCA3 negativo sia indicativo di assenza di neoplasia prostatica, va comunque segnalato che la letteratura riporta una frequenza di falsi negativi variabile tra il 10% e il 26%. In presenza di test negativo e di valori di RNA PCA3 significativamente elevati (>10.000 copie/ml), si consiglia rivalutazione clinica e laboratoristica dopo 6 mesi. Inoltre, se il paziente presenta un valore di PCA3 all’interno dei valori (28 - 34), si suggerisce ripetizione del test dopo 3 mesi.

  • Come si esegue il test:

Il test prevede 2 dosaggi indipendenti per PCA3 e PSA condotti in parallelo; si misura la quantità di RNA messaggero (mRNA) che viene trascritto dai geni PCA3 e PSA, direttamente nelle urine del paziente. L’Equipe Urologica diretta dal Prof. Franco Di Silverio provvede alla modalità di raccolta, attraverso un’esplorazione rettale, un massaggio prostatico con 3 compressioni effettuate sul lobo prostatico di destra e 3 sul lobo prostatico di sinistra. Si raccoglie il campione del primo getto di urina (20 - 30ml) dopo massaggio prostatico che viene, infine, trasferito in una apposita provetta per il dosaggio.

  • Limiti del test:

Il test PCA3 score non va eseguito su pazienti in trattamento con farmaci che possono influenzare significativamente i livelli di PSA sierico, come la finasteride (Proscar®,Propecia®), la dutasteride (Avodart®) e la terapia antiandrogena (Lupron®,Casodex®).L’affidabilità del test è strettamente correlata alla corretta raccolta dei campioni di urina, nonché al rispetto delle procedure di manipolazione del campione post-minzionale, soprattutto quando l’esame viene effettuato su campioni provenienti da strutture decentrate. I risultati falsamente negativi possono dipendere anche da una scarsa quantità di cellule presenti nel campione di urina raccolta dopo esplorazione digito-rettale.

Medici specialisti



Aversa Antonio

Medico Chirurgo

Specialista in Endocrinologia

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