Le ultime frontiere della chirurgia passano oggi attraverso le metodiche mininvasive:

con questo termine si definiscono tutte le procedure caratterizzate dall’uso di tecnologie sofisticate che attraverso piccolissime vie di accesso permettono di raggiungere le sedi anatomiche da trattare (asportare la cistifellea attraverso delle aperture della parete addominale di tre millimetri ne fa la metodica di elezione).

La laparoscopia, la toracoscopia, l’endoscopia, l’artroscopia e la chirurgia robotica sono le metodiche strumentali che hanno determinato, più di ogni altra, un profondo cambiamento nei fattori prognostici della chirurgia. Non da ultimo, la richiesta crescente di rendere poco visibili i segni di un intervento chirurgico, porta l’operatore ad eseguire anche accessi tradizionali con incisioni di piccole dimensioni.

La minor incidenza di infezioni, la migliore gestione del dolore postoperatorio, la netta riduzione del periodo di permanenza nella casa di cura ed il rapido recupero funzionale, sono gli elementi che ne caratterizzano l’utilità.

La validità delle metodiche ha determinato una loro rapida diffusione dando un impulso alla sviluppo di strumenti ogni giorno più evoluti. La possibilità che la chirurgia robotica offre nel poter eseguire un intervento anche a distanza ne fa cogliere un concetto a dir poco rivoluzionario.