Chirurgia Urologica e Andrologica

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L’Urologia e l’Andrologia in Quisisana

Presso la Casa di Cura Quisisana vengono affrontate e trattate tutte le patologie urologiche e andrologiche. Oltre alla chirurgia tradizionale, alla chirurgia laparoscopica e alla Laser Chirurgia la Casa di Cura Quisisana vanta professionalità, esperienza e tecnologia di eccellenza nel campo della Chirurgia Robotica con il Robot “Da Vinci”. Il Prof. Michele Gallucci e la sua equipe operano in tal campo mettendo a disposizione un ambulatorio per le visite e i consulti, in modo da disegnare un percorso completo, veloce e risolutivo delle problematiche urologiche e andrologiche.

La visita di controllo: per la diagnosi e la prevenzione delle patologie neoplastiche

I pazienti sono sottoposti alla visita previa anamnesi personale e familiare, con esami ematochimici e radiologici.

Sui pazienti con calcolosi renale svolgiamo studi del metabolismo con prelievi ematici e di urine e con la definizione di diete personalizzate per il tipo di calcolosi.

Sui pazienti con disturbi andrologici relativi alla riproduzione, invece, svolgiamo l’esame del liquido seminale, somministriamo dosaggi ormonali e svolgiamo l’esame ecocolordoppler dei vasi spermatici.

La disfunzione erettile (DE) è definita come l’incapacità a raggiungere o a mantenere un’erezione sufficiente a condurre un rapporto sessuale soddisfacente. Il termine disfunzione erettile è migliore del termine impotenza perché definisce più precisamente la natura di questa disfunzione sessuale.

Numerosi fattori fisici e psicologi sono coinvolti nella normale funzione erettile, compresi i fattori neurologici, vascolari, ormonali e cavernosi. Alterazioni di uno o più di questi fattori possono provocare una DE. Nella maggioranza dei pazienti con DE, è presente una combinazione di fattori.

Trattamenti

Plasmacellule arricchite per la disfunzione erettile

La procedura con le plasmacellule arricchite (Platelet Rich Plasma) può essere usata per il trattamento della disfunzione erettile.

La terapia PRP ha un’azione sinergica per tutte quelle persone che non rispondono più per vari motivi al trattamento con gli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5, le famose pillole dell’amore.

La PRP viene utilizzata già da alcuni anni, con successo, in ortopedia e medicina dello sport ed è diventata rapidamente negli Stati Uniti uno dei metodi di trattamento più efficaci per la disfunzione erettile.

Il trattamento inizia con un semplice prelievo ematico messo in una centrifuga che separa plasma e piastrine dal resto del sangue. Il plasma, altamente concentrato con piastrine arricchite, viene raccolto in piccole siringhe e viene iniettato nuovamente nei tessuti danneggiati.

Negli Usa sono state svolte più di 60 mila procedure di PRP senza effetti collaterali o complicanze. In Italia è stato approvato dal Ministero della Salute.

Vacuum device

Il vacuum device può essere utilizzato nel trattamento delle forme di disfunzione erettile in alternativa ai trattamenti di prima linea. Esistono altre condizioni patologiche che possono essere trattate con il vacuum device: si tratta di situazioni in cui il pene può subire una retrazione o un accorciamento, come ad esempio l’accorciamento del pene che può verificarsi dopo un intervento di prostatectomia radicale. In questo caso, lo stretching penieno associato all’ossigenazione dei corpi cavernosi può prevenire la retrazione che si verifica in seguito alla perdita dell’erezione, in previsione del posizionamento di un impianto protesico del pene. Con lo stesso principio, in caso di accorciamento da Induratio Penis Plastica, l’esercizio con vacuum device può aiutare nel rallentare l’accorciamento da retrazione dell’albuginea caratteristica di questa malattia.

Nella nostra pratica gli uomini con più di 50 anni con qualsiasi grado di disfunzione erettile sono candidati all’impianto di una protesi peniena. Correggere solamente la curvatura non garantirà un miglioramento dell’erezione, anzi probabilmente quel paziente dovrà sottoporsi di nuovo a un intervento. D’altro canto aspettare troppo tempo significa avere un accorciamento del pene. Svolgere in tempi brevi la procedura chirurgica evita ulteriori perdite di lunghezza.

Quando si posiziona la protesi peniena utilizziamo il nuovo approccio per correggere la curvatura e i difetti della tunica albuginea con la tecnica di “Scratch”. Praticamente la fibrosi viene rotta dall’interno e l’asta viene modellata prima dell’impianto della protesi.

Protesi peniene

L’impianto di una protesi peniena viene indicato in tutte le forme di disfunzione erettile che non rispondono ad altri presidi terapeutici o nei casi in cui i trattamenti farmacologici siano controindicati o abbiano determinato la comparsa di importanti effetti collaterali. Una protesi peniena è la migliore opzione chirurgica per il trattamento degli uomini con disfunzione erettile. Alcuni lo considerano come “l’ultima spiaggia” per gli uomini che soffrono di impotenza: noi non siamo d’accordo.

Un impianto del pene può essere effettuato in qualsiasi paziente affetto da Disfunzione Erettile (DE) organica. La maggior parte di questi problemi non riescono a risolversi spontaneamente con trattamenti non chirurgici. Temporeggiare a effettuare un impianto significa avere un notevole e irreversibile accorciamento del pene causato dalla scarsa ossigenazione dei corpi cavernosi. Cosa ancor più grave nei pazienti affetti da Induratio Penis Plastica.

Le protesi possono essere non idrauliche (malleabili) e idrauliche (tricomponenti).

Il grande vantaggio delle protesi idrauliche è di avere una rigidità peniena solo durante l’attività sessuale consentendo di nascondere l’erezione negli altri momenti della vita di relazione.

L’affidabilità meccanica e le caratteristiche tecniche dei modelli attualmente presenti in commercio garantiscono ottimi risultati sotto il profilo estetico e funzionale; tuttavia alcuni accorgimenti si rendono necessari per evitare casi di insoddisfazione dopo interventi tecnicamente ineccepibili.

L’induratio penis plastica è una patologia caratterizzata da un ispessimento della tunica albuginea cioè la membrana che riveste i corpi cavernosi del pene. La tunica albuginea normalmente è elastica e consente un allungamento di circa il 30% della lunghezza del pene in erezione. Nell’induratio Penis Plastica diventa ispessita, anelastica e talvolta dura e calcifica.

L’indurimento in fase iniziale è limitato a un’area piccola nodulare, in fasi più avanzate i noduli si possono moltiplicare fino a estendersi a gran parte del pene.

La malattia ha la massima incidenza tra i 50 e i 65 anni, ma può comparire anche in giovane età. Con una certa frequenza si accompagna al diabete, alla gotta, all’ipertensione e all’aterosclerosi.

La visita specialistica è lo strumento fondamentale per riconoscere questa patologia. Oltre a riconoscere la placca la visita permette di valutare l’indice di elasticità del pene, vale a dire il rapporto tra la sua lunghezza in erezione e quella in flaccidità che ci dà informazioni circa la estensione dell’Induratio stessa.

L’ecografia ha comunque una sua importanza ma solo per indicazioni molto precise.

Trattamento

Utile la ionoforesi con Verapamil e cortisonici.

Il vacuum device trova un ottimo impiego. Si tratta di un dispositivo meccanico che sfrutta il principio del vuoto creato da una pompa aspirante per indurre un’azione di stretching delle strutture del pene (muscolatura liscia e tunica albuginea) e di richiamo di sangue all’interno dei corpi cavernosi.

L’Induratio Penis Plastica è una lesione benigna di natura non tumorale e non può mai diventare un tumore.

La chirurgia è riservata ai casi in cui sia presente un incurvamento penieno che renda difficoltosi i rapporti.

Gli incurvamenti penieni, o deviazioni del pene sul proprio asse, sono motivo di consultazione da parte dello specialista e spesso richiedono delicati interventi di chirurgia andrologica con risultati eccellenti sia dal punto di vista cosmetico che funzionale. Si dividono in congeniti, perché presenti dalla nascita, o acquisiti perché collegati a patologie insorte nella vita del paziente, isolati o associati ad altre malformazioni dei genitali.

Trattamento

La corporoplastica cavernosa secondo Nesbit prevede l’asportazione di una o più pastiglie ellittiche di albuginea cavernosa in sede controlaterale rispetto alle concavità dell’incurvamento da correggere.  Il fascio vascolo-nervoso dorsale penieno viene completamente isolato. Inconveniente della suddetta tecnica è l’accorciamento minimo del pene che risulterà tanto maggiore quanto più grave è l’incurvamento da correggere. La tecnica prevede la sutura minuziosa della fascia di Buck, la sutura della cute a livello del solco coronarico ed un bendaggio compressivo per 2 o 3 giorni.

Esami diagnostici correlati

Medici specialisti

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La Casa di Cura Quisisana è convenzionata con le principali compagnie assicurative che, tramite apposite polizze sanitarie, coprono la maggior parte delle prestazioni in regime di ricovero e ambulatoriale. Per qualsiasi informazione contatta il nostro Servizio Assicurazioni al 06 80958396.

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