Fisiopatologia dell’apparato digerente e Neurogastroenterologia

La Fisiopatologia dell’apparato digerente e la Neurogastroenterologia in Quisisana

Sono molti i segnali che possono indicare un malfunzionamento del sistema digerente – dolori addominali, gonfiore, stitichezza, nausea, diarrea, coliche – e nessuno di essi andrebbe ignorato soprattutto se inizia a influire in modo negativo sulla qualità della vita.

Possiamo considerare il sistema digestivo come un “secondo cervello” capace di influire sulle funzioni del nostro corpo: è qui che entra in gioco la Neurogastroenterologia, la scienza che studia l’influsso neurologico sull’apparato digerente e le conseguenze sulle funzioni di organi come lo stomaco e l’intestino.

I disturbi all’apparato digerente possono essere molto invalidanti e causare grande sofferenza fisica, oltre a influenzare il comportamento alimentare e le abitudini quotidiane. I nostri medici esperti in Fisiopatologia dell’apparato digerente saranno in grado di diagnosticare le eventuali patologie in corso e prescrivere una terapia in grado di alleviarle.

Manometria anorettale ad alta risoluzione

La manometria anorettale ad alta risoluzione è una metodica che offre maggiori informazioni della manometria standard. Studia la misurazione delle pressioni anali, della motilità e delle soglie di sensibilità dell’ampolla rettale, per una corretta valutazione dello studio della defecazione.

La totale copertura sfinterica con il catetere da noi utilizzato in 3D, il facile posizionamento dello stesso, la visualizzazione “Contour plot” rendono l’analisi dettagliata e attendibile.

In particolare la visualizzazione 3D permette uno studio preciso della funzionalità dello sfintere anale e una corretta valutazione di patologie come la sindrome da ostruita defecazione e l’incontinenza fecale.

Ciò è indispensabile per una corretta riabilitazione del pavimento pelvico e per le eventuali indicazioni chirurgiche.

Manometria esofagea ad alta risoluzione

La fisiopatologia del primo tratto dell’apparato digerente comprende lo studio della faringe, dell’esofago e dei suoi sfinteri (Upper Esophageal Sphincter-UES e Lower Esophageal Sphincter-LES).

La manometria ad alta risoluzione, sfruttando le sonde di ultima generazione, fornisce la possibilità di dare contemporaneamente informazioni immediate di tutto il tratto digestivo superiore.

La nuova tecnologia, secondo l’attuale “Classificazione di Chicago”, fornisce una precisione diagnostica mai raggiunta prima.

L’esame di manometria esofagea ad alta risoluzione è svolto attraverso l’introduzione per via trans-nasale di un catetere con numero di sensori variabile da 24 a 36 a seconda della tecnologia.

Ciò permette lo studio completo della fase deglutitiva mantenendo il sondino in un’unica posizione, in modo da ottenere:

  • Risultati completi e coordinati di tutta l’attività deglutitiva.
  • Maggiore rapidità di esecuzione dell’esame.
  • Maggiore accettazione dell’esame da parte del paziente.

Lo studio, quando necessario, è completato dalla registrazione di segnali meccanici come EMG, respiro, movimento.

La Casa di Cura Quisisana, secondo le indicazioni scientifiche della Chicago Classification, usa il sistema Given con sonda allo stato solido a 36 canali.

La pH impedenziometria faringoesofagea delle 24 ore

La pH-impedenzometria esofagea è considerata il metodo più affidabile per identificare il reflusso gastroesofageo (RGE) perché consente di riconoscere qualsiasi episodio e definirne composizione, durata, localizzazione e pH.

Come nella pH-metria, un sondino è inserito per via trans-nasale e posizionato in esofago distale 5 cm sopra il LEs, al fine di trasferire i dati, per 24/48 ore, a uno strumento di registrazione portatile.

La presenza sullo stesso sondino di multipli (in genere 6) anelli metallici (che formano a due a due un canale d’impedenza) e di 1 o 2 elettrodi pH-metrici permette di identificare tutto ciò che transita nell’esofago (materiale acido e non acido, a contenuto liquido, gassoso o misto) distinguendo, secondo la progressione della modificazione dell’impedenza, una deglutizione da un reflusso e precisandone la sua durata ed estensione prossimale e distale.

Il software fa un’analisi automatica delle variazioni di impedenza e di pH e permette di fare una discriminazione e una classificazione accurata dei vari episodi.

La pH impedenziometria fornisce:

  1. Informazioni sulla presenza di qualunque tipo di bolo che refluisce in esofago (gassoso, liquido o misto liquido-gassoso)
  2. Informazioni circa la natura acida (valori di pH intraesofageo inferiori a 4), debolmente acida (se il pH è compreso tra 4-0 e 7.0) o debolmente alcalina (se il pH è superiore a 7.0)

La determinazione di questi parametri assume rilievo clinico in quanto:

  1. I reflussi debolmente acidi svolgono un ruolo importante in pazienti che hanno un esame endoscopico normale, ma non rispondono alla terapia antisecretiva
  2. I reflussi debolmente alcalini, oltre a quelli debolmente acidi, si associano a una scarsa risposta terapeutica ai farmaci antisecretivi nei pazienti reflussori con o senza lesioni della mucosa esofagea;
  3. Identifica la direzione (oro-aborale o distale-prossimale) del contenuto esofageo
  4. Riconosce il grado di estensione prossimale del reflusso gastro-esofageo, importante nei pazienti con manifestazioni extraesofagee. I rilevatori impedenziometrici posti ad intervalli fissi sulla sonda esofagea consentono di determinare fino a che punto dell’esofago può giungere il materiale refluito, dato questo che non è possibile ottenere con la pH metria tradizionale.
  5. Consente di valutare l’associazione tra sintomi e materiale refluito.

Attualmente usiamo due registratori di pH impedenziometria:

  • Ohmega MMS e Digitrapper
  • Con entrambi utilizziamo cateteri di pHimpedenziometria Given

Riabilitazione del pavimento pelvico

La riabilitazione del pavimento pelvico è il settore della riabilitazione dedicato alla prevenzione e alla cura delle disfunzioni uroginecologiche e proctologiche, a seguito di eventi patologici congeniti o acquisiti e a eventi fisiologici come il parto.

La riabilitazione del pavimento pelvico può essere definita come un insieme di tecniche specifiche di tipo conservativo (non si parla di metodiche chirurgiche e/o farmacologiche) che hanno come obiettivo la correzione di molteplici disfunzioni.

Esistono diverse problematiche legate ad alterazioni funzionali del pavimento pelvico, struttura anatomica di estrema importanza per il sostegno dei visceri pelvici (utero, vescica, retto-ano), la continenza urinaria e anale, il parto, la funzione sessuale.

Anatomia del pavimento pelvico

Il pavimento pelvico o perineo è formato da un insieme di muscoli che si intrecciano tra loro e chiudono verso il basso il bacino; questi abbracciano l’apparato urinario (uretra, vescica) e vaginale (nella donna) formando il pavimento anteriore, fino a coinvolgere l’apparato ano-rettale (ano, retto) costituendo il pavimento posteriore.

Il perineo è una struttura anatomica dinamica: sollecitato continuamente dal peso del nostro corpo, è soprattutto impegnato nel contrastare gli aumenti di pressioni intra-addominali dettati da incrementi di carichi (sollevare le borse della spesa, prendere in braccio il bambino, tossire, starnutire, ecc.), da condizioni croniche (stitichezza), da condizioni fisiche (aumento di peso, gravidanza) e dal parto.

I sintomi spia di una anomalia nelle funzioni del pavimento pelvico

In relazione a quanto detto, esistono sintomi che nascono dallo squilibrio di queste funzioni. In base all’organo interessato, possiamo distinguerli in:

  • Urinari
  • Vaginali
  • Ano-rettali

Molto spesso più organi e più sintomi sono interessati.

Sintomi urinari

I sintomi urinari possono riassumersi in:

  • Perdita involontaria di urina
  • Urgenza di urinare
  • Necessità di urinare spesso (più di 8 volte nelle 24 ore) in assenza di infezioni urinarie
  • Difficoltà a svuotare completamente la vescica
  • Senso di peso vescicale.

Sintomi vaginali

I sintomi vaginali più frequenti sono:

  • Senso di peso dovuto alla presenza di prolassi
  • Dolore post-parto causato da lacerazioni o episiotomie
  • Dolore nei rapporti sessuali
  • Diminuzione della percezione sessuale

Sintomi ano-rettali

I sintomi ano-rettali si traducono in:

  • Perdita involontaria di gas e/o feci
  • Urgenza alla defecazione (correre al bagno quando si avverte lo stimolo)
  • Mancata percezione dello stimolo evacuativo
  • Difficoltà a svuotare l’ano dalle feci/difficoltà alla defecazione.
  • Mancata capacità a coordinare le spinte defecatorie.
  • Senso di peso anale
  • Dolore anale e/o perineale
  • Sensazione di svuotamento incompleto, tenesmo rettale

La presenza di soltanto uno dei sintomi citati è indice di disfunzione del relativo organo. Occorre, perciò fare ricorso a un medico specialista in campo uro-ginecologico e/o colo-proctologico.

La cura riabilitativa: un percorso per migliorare la qualità della vita

Il primo approccio per la cura di questi sintomi, quando non siano dovuti a malattie organiche che solo la visita medica specialistica può evidenziare, è di tipo riabilitativo proprio perché si è sempre più indirizzati a migliorare la qualità di vita della persona, riducendo al minimo gli interventi invasivi.

Nei casi in cui sia previsto un approccio chirurgico e/o farmacologico, il trattamento riabilitativo è comunque un valido supporto educa il paziente, in quanto lo rende consapevole dei corretti movimenti nelle varie attività quotidiane utili a prevenire una ricaduta (educazione perineale).

Obiettivi della riabilitazione

Gli obiettivi della riabilitazione perineale possono essere schematicamente rappresentati dai seguenti punti:

  • Recupero dell’attività muscolare e della forza dei muscoli del pavimento pelvico
  • Recupero delle funzioni alla base della continenza volontaria
  • Ripristino delle corrette sinergie e del comando
  • Prevenzione delle recidive

Tecniche riabilitative

Le tecniche riabilitative sono rappresentate da:

  • Chinesiterapia pelvi-perineale
  • Biofeedback
  • Stimolazione elettrica funzionale
  • Stimolazione del nervo tibiale

Medici specialisti

Convenzioni assicurative e polizze sanitarie

La Casa di Cura Quisisana è convenzionata con le principali compagnie assicurative che, tramite apposite polizze sanitarie, coprono la maggior parte delle prestazioni in regime di ricovero e ambulatoriale. Per qualsiasi informazione contatta il nostro Servizio Assicurazioni al 06 80958396.

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