Flebologia

Flebologia Roma

La Flebologia in Quisisana

Per la diagnosi e il trattamento delle patologie venose

Il centro di Flebologia della Casa di Cura Quisisana di Roma è specializzato nella diagnostica ecocolordoppler, nello screening della trombofilia e nella scleromousse ecoguidata.

Diagnostica ecocolordoppler

L’esame ecocolordoppler consente di vedere le vene a livello degli arti inferiori e di seguire le stesse a livello della gamba e della coscia, in superficie e in profondità.

In maniera non invasiva e senza dolore, grazie a questo esame è possibile seguire il decorso delle vene grande e piccola safena – le due vene più importanti delle gambe – e valutare la continenza delle valvole, il diametro della vena, il funzionamento dei rami collaterali (che contribuiscono a collegare il sistema venoso profondo e superficiale) e il movimento del sangue all’interno delle vene stesse.

L’esame ecocolordoppler evidenzia il sistema venoso profondo a livello della gamba e individua in maniera indolore la presenza di trombi a livello delle vene del piede, della gamba e della coscia a livello muscolare; serve inoltre per la diagnosi di trombosi venosa profonda, una delle patologie più temibili a livello degli arti inferiori.

L’esame eco-color evidenzia lo spessore del derma in modo da definire la presenza di pannicolopatia scleroadiposa e intervenire con una successiva strategia terapeutica. L’esame ecocolordoppler infine permette di valutare il sistema venoso degli arti superiori con lo studio delle vene ascellari, basilica, omerale, ascellare e succlavia.

Studio e screening della trombofilia

Lo studio della trombofilia è una valutazione molto importante in coloro che hanno avuto una trombosi venosa superficiale o profonda, e per i suoi familiari. Grazie a una visita specialistica sarà possibile definire lo stato di rischio trombotico tramite la valutazione di esami diagnostici specifici che valutano la proteina C, la proteina S, l’anti-trombina III, il fattore V di Leiden e la MTHFR oltre a valutare altri parametri specifici. La fase 2 sarà quella di definire una strategia terapeutica anticoagulante.

Cura delle ulcere cutanee

Le lesioni trofiche cutanee sono delle temibili lesioni della pelle che sono dovute in parte all’insufficienza venosa cronica. Questa insufficienza genera gradualmente una stasi venosa che provoca un’ipossia dei tessuti dermici ed epidermici e delle alterazioni cutanee dette “eczema”, molte volte stimolate dal grattamento dovuto alla sensazione di prurito.

Le lesioni trofiche cutanee si presentano solitamente nelle persone dopo i 50 anni che sottovalutano la problematica varicosa con conseguente evoluzione delle complicanze cutanee. Un corretto approccio flebologico con tecniche innovative aiuta a eliminare in poche settimane di terapie le lesioni trofiche cutanee presenti anche da molti mesi.

La scleromousse ecoguidata

È la procedura che ha completamente cambiato dal 2000 l’approccio alla malattia varicosa. L’uso di schiume sclerosanti ha permesso di intervenire e trattare senza chirurgia e senza anestesia vene varicose di 4 fino a 15 mm, in regime ambulatoriale. Questa tecnica svolta da medici flebologi esperti riduce il tempo di recupero ed evita ogni intervento di chirurgia, in particolar modo nei soggetti over 70.

La trombosi venosa superficiale e la trombosi venosa profonda

La trombosi venosa superficiale: una patologia che colpisce la vena a livello superficiale o profondo

La patologia che può colpire la vena è la trombosi venosa che in relazione al tipo di vena coinvolta potrà essere superficiale o profonda. La trombosi si definisce “distale” quando interessa leve al di sotto della rima poplitea, mentre quando è localizzata al di sopra della rima è chiamata “prossimale”.

Nel caso di trombosi venosa del circolo venoso profondo, se questa interesserà le vene alla coscia avrà un maggior rischio embolico. La diagnosi precoce è di fondamentale importanza per ridurre il rischio di complicanze che potrebbero essere anche fatali. Infatti la diagnosi precoce consente di prescrivere subito una terapia anticoagulante che oltre a intervenire a livello del trombo impedirà la progressione e l’evoluzione della malattia, con una riduzione significativa di rischio di embolia polmonare.

La trombosi venosa profonda: una malattia cardiovascolare molto diffusa

Sono numerosi i soggetti che sviluppano segni e sintomi ascrivibili alla presenza di una trombosi venosa profonda: l ’incidenza annuale nella popolazione generale è stimata intorno al 1-2 per 1000 abitanti.

I segni e i sintomi clinici della TVP degli arti inferiori sono diversi:

  • Dolore spontaneo o provocato dallo stiramento dei muscoli.
  • Rossore.
  • Cianosi.
  • Aumento della temperatura cutanea.
  • Crampi.
  • Aumento delle dimensioni dell’arto.
  • Edema franco.
  • Sviluppo di circoli collaterali.
  • Phlegmasia alba dolens.

Bisogna sottolineare che anche altre patologie muscolo-scheletriche possono presentare questi sintomi, ma in ogni caso l’angiologo o medico vascolare consiglia sempre di fare un esame eco-color-Doppler per eliminare ogni dubbio diagnostico, anche al fine di prescrivere una corretta terapia. Le patologie che potrebbero mimare una TVP possono essere la rottura di cisti di Baker, un ematoma, la linfangite, una dermo-epidermite e anche una trombosi venosa superficiale. Quindi una diagnosi definita servirà a scegliere una corretta terapia e porterà a una rapida risoluzione della patologia e dei sintomi.

L’esame ecocolordoppler è l’esame di prima scelta che peraltro non è invasivo: in caso di sospetta malattia deve essere eseguito il prima possibile. La sensibilità del test in mani esperte è del 97% e la sua specificità è del 98%. Molta attenzione dovrà essere riservata alle trombosi distali isolate che a volte potrebbero non essere trattate da mani esperte.

La terapia

In caso di sospetti, e dopo aver escluso la presenza di ematomi, si consiglia sempre una terapia eparinica preventiva valutandone l’efficacia. Bisogna considerare che nel caso di TVP o TVS si ha una riduzione o scomparsa dei sintomi dopo 48 ore di terapia. Il follow-up della TVP sarà e svolto dopo 7 giorni e al 15° giorno, per valutare l’evoluzione del trombo.

In molti casi, se c’è una efficacia terapeutica, il trombo potrà sciogliersi dopo 7 giorni rendendo la vena comprimibile e non incontinente. L’uso di un tutore elastico graduato migliora la prognosi e l’evoluzione della malattia, che a seconda della localizzazione avrà differenti approcci. La trombosi venosa superficiale può coinvolgere i rami safenici della vena grande e piccola safena o anche i rami cosiddetti extrasafenici, e avrà necessità di un trattamento eparinico di 30 giorni circa con delle dosi di eparina che verranno decise dal medico specialista. La trombosi venosa profonda, invece, tranne rari casi necessiterà di un trattamento più lungo di almeno 3 mesi.

Medici specialisti

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