Chirugia Bariatrica

Chirurgia dell'obesità

La Chirurgia Bariatrica in Quisisana

Un servizio di chirurgia dell’obesità di efficacia clinica comprovata

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha definito l’obesità come il maggior problema sanitario cronico a livello globale nella popolazione adulta, potenzialmente più grave della malnutrizione.

Nel 2014 più di 1.9 miliardi di adulti erano sovrappeso e di questi più di 600 milioni erano obesi. Nella popolazione pediatrica mondiale al di sotto dei 5 anni 42 milioni erano sovrappeso o obesi nel 2013. Se questi tassi di crescita continueranno invariati si prevede che nel 2030 il 60% della popolazione mondiale (cioè 3.3 miliardi di soggetti) potrebbe essere sovrappeso (2.2 miliardi) o obesa (1.1 miliardi).

La chirurgia bariatrica è al momento attuale la terapia di maggiore efficacia nel trattamento della grave obesità e delle sue comorbosità. È supportata dai risultati di studi clinici di elevata qualità scientifica e la sua applicazione trova pieno riconoscimento nelle linee guida nazionali e internazionali.

La chirurgia dell’obesità tendenzialmente modifica l’anatomia del tratto digestivo. I meccanismi attraverso i quali essa agisce sono di due tipi:

  • Meccanico-restrittivi, che permettono più facilmente di diminuire la quantità di alimenti assunti e quindi di osservare le diete ipocaloriche con maggiore facilità.

  • Metabolico-malassorbitivi che alterano la digestione e l’assorbimento degli alimenti, in particolare degli alimenti grassi, diminuendo così l’apporto calorico.

Le tecniche di cui si avvale la chirurgia bariatrica

Le tecniche chirurgiche possono essere classificate in 3 gruppi:

  1. Restrittive pure (bendaggio gastrico regolabile).
  2. Malassorbitive (mini bypass gastrico, diversione bilio-pancreatica classica, diversione bilio-pancreatica con DS, SADIS).
  3. Cosiddette metaboliche (bypass gastrico, sleeve gastrectomy).

La chirurgia dell’obesità non ha scopi estetici, ma ha come obiettivo quello di prevenire o ridurre problemi di salute correlati all’obesità e ridurre l’incidenza delle patologie associate, la loro gravità e la mortalità globale. Infatti è risultato presto evidente che gli effetti delle procedure bariatriche non si limitavano esclusivamente al calo ponderale; già nel 1995 si è osservato come i pazienti obesi con DMT2 sottoposti a chirurgia bariatrica registravano miglioramenti significativi nella glicemia a digiuno già il giorno successivo all’intervento, ben prima che ci fosse un calo ponderale.

Le recenti esperienze di miglioramento delle malattie metaboliche dopo perdita di peso in seguito a interventi di chirurgia bariatrica hanno suggerito un nuovo ruolo per tali procedure chirurgiche efficaci nel trattamento delle comorbosità associate con l’obesità, come diabete mellito di tipo 2 (T2DM) e ipertensione.

I numeri dell’obesità in Italia, in Europa e nel mondo

In Europa i dati OMS mostrano una prevalenza di obesità nell’adulto del 21.5% nei maschi e del 24.5% nelle femmine, mentre il sovrappeso nei bambini al di sotto dei 5 anni è del 12.4%. I dati relativi alla diffusione della patologia in Italia confermano il preoccupante andamento a livello internazionale. Attualmente nel nostro Paese ci sono quasi 16,5 milioni di soggetti in sovrappeso e più di 6 milioni di pazienti obesi.

Oggi è ormai accertato che l’obesità è una patologia complessa, frutto dell’interazione tra fattori genetici e ambientali che provoca uno squilibrio tra le calorie ingerite e quelle consumate. Un bilancio energetico costantemente positivo, agevolato dalle grandi porzioni e dall’alta densità calorica tipici della dieta occidentale, si è trasformato in un boomerang e ha dato origine ad un’epidemia mondiale di obesità che grava su pazienti, società, sistemi sanitari ed economie di tutto il mondo.

L’obesità ha importanti conseguenze su mortalità, morbosità, disabilità e qualità della vita, con un importante impatto sulla spesa sanitaria pubblica. Rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo di malattie croniche, tra cui il diabete mellito tipo 2, le malattie cardiovascolari, diversi tipi di neoplasie, molte patologie scheletriche. Si è stimato che nel 2010 sovrappeso e obesità abbiano causato 3.4 milioni di morti e una riduzione della spettanza di vita del 4%.

A causa di tale etiopatogenesi complessa non esiste attualmente una strategia terapeutica monodirezionale efficace, specie nel lungo termine. Anche se terapie dietetiche mediante regimi ipocalorici e attività fisica si sono dimostrate efficaci nel ridurre il peso, solo il 20% dei pazienti obesi in terapia dietetica ha mantenuto un calo ponderale maggiore del 10% dopo 3 anni.

Un trattamento appropriato dell’eccesso ponderale deve avere tra i suoi obiettivi una riduzione realistica del peso, il mantenimento a lungo termine del calo ottenuto e la prevenzione delle recidive. Deve includere inoltre la gestione efficace delle complicanze per il miglioramento del profilo di rischio e della qualità di vita. In tale contesto la chirurgia bariatrica rappresenta un intervento non solo clinicamente efficace ma anche costo-efficace, come dimostrato da evidenze scientifiche. Essa può offrire un calo di peso duraturo e ridurre i sintomi della sindrome metabolica, migliorando nettamente lo stato di salute, il benessere e la qualità della vita per quei pazienti che non hanno tratto benefici dalle terapie convenzionali.

La moderna chirurgia bariatrica coinvolge tutti i professionisti esperti nel trattamento del paziente con obesità patologica. L’obiettivo è quello di attivare un processo clinico trasversale, coordinato e gestito dal chirurgo bariatrico, in grado di condurre il paziente obeso dalla prima visita ambulatoriale al follow-up post-operatorio.

Costi sanitari e numeri dell’obesità

Da una recente analisi sulla base dei dati dell’OMS, l’obesità è oggi responsabile di un costo complessivo di circa 2000 miliardi di dollari, che corrisponde al 2.8% del prodotto interno lordo globale. Da stime effettuate negli Stati Uniti si è calcolato che negli obesi i costi dei servizi sanitari e farmaceutici sono più alti, rispettivamente, del 36% e del 77% rispetto ai normopeso. In uno studio del (2004) si è calcolato che ad ogni unità in più di B.M.I. (Body Mass Index) corrisponde un incremento del 2,3% del costo sanitario totale. L’obesità è responsabile infatti sia di importanti costi diretti, in larga parte attribuibili ai trattamenti e alle ospedalizzazioni per le condizioni associate (diabete, ipertensione, malattie cardiovascolari, ecc.) sia di costi indiretti, legati a perdita di produttività per malattia e per mortalità precoce.

In Italia, secondo EASO (European Asssocietion for the study of Obesity) il costo annuale dell’obesità è stimato a circa 9 miliardi di euro. Per la sola regione Lazio il costo sociale stimato per l’obesità nel 2012 è risultato pari a oltre 920 milioni di euro.

Sulla base delle indicazioni presenti nelle linee guida internazionali e nazionali, gli obesi italiani che hanno bisogno della chirurgia bariatrica sono circa 900 mila, pari al 17 % dei pazienti obesi. Il Lazio ha una popolazione adulta di circa 5.884.590 abitanti, di cui 485.000 obesi adulti e circa 90.000 potenzialmente eleggibili alla chirurgia.

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